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Il Dalai Lama è un rettiliano stipendiato dalla nike

In ogni caso strano. E bravo il Dalai Lama con i suoi bei cappellini delle multinazionali. Tra orologi d’oro e vesserie (non cercatelo, l’ho inventato io ora unendo vessazioni e fesserie). Insomma un rettiliano, altro non potrebbe essere considerato, cosi ignaro, cosi fuori dal mondo. Tanto fuori dal mondo che vi partecipa come mai nessun altro direi, apparendo e scomparendo, una vera star. Ti meriti l’aggiunta del tag ‘rettiliano’ al mio blog Dalai Lama. 😉

A voi il filmato saltando le ciance.

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Le scie chimiche secondo la scuola sono una bufala

Riportiamo un articolo veramente attuale e interessante sulle scie chimiche e la loro presenza sui libri di testo tesi a giustificarne le presenza come fenomeno naturale:

Le scie chimiche sono una bufala, ok.

– di Daniele Di Luciano –

Se non si vuole passare per visionari bisogna dire così. E quando qualcuno ne parla come se fosse un fenomeno reale, bisogna allontanare leggermente la testa nella direzione opposta, socchiudere un po’ gli occhi, e guardarlo con un mezzo sorrisino compiaciuto.

Mentre se qualcuno ci indica il cielo chiedendo: non ti sembra strano che ieri il cielo era blu e non passava neanche un aereo e oggi è bianco e sembra che tutti gli aerei passino di qua?, bisogna rispondere: scii kimiki? gomblotto!, senza aggiungere altro.

Questi almeno sono i consigli che si deducono leggendo la stampa ufficiale e gli italiani, da veri furbacchioni, apprendono subito certi messaggi che passano “fra le righe”.

Così il primo obiettivo è raggiunto: ridicolizzare un fenomeno evidente, che ognuno può osservare, facendo credere che esiste solo nella mente di gente come me, che sto delirando su questo sito.

Ma non tutti i target sono uguali. Quindi per gli adulti, che sono cresciuti in un mondo in cui la geoingegneria non esisteva, si deve usare la tattica della bufala; se sapessero la verità potrebbero non accettare che degli aerei spruzzino sostanze chimiche sopra le loro teste e magari opporsi all’irrorazione di milioni di tonnellate di metalli pesanti. Se invece la propaganda riesce a ridicolizzare il fenomeno, gli adulti, pur di non essere derisi, si autoconvinceranno che quelle nel cielo sono nuvole, rifiuteranno l’idea di un inquinamento così massiccio e concentreranno i loro sforzi e la loro attenzione per separare l’etichetta di carta dalla bottiglia di plastica.

Per i bambini, invece, il problema è di più semplice soluzione: loro non hanno mai visto il cielo senza scie. Sono cresciuti in un mondo in cui le scie esistono e sono (quasi) la quotidianità. Essendo la quotidianità, sono anche la normalità. Di conseguenza basta addolcire un po’ l’argomento, farlo studiare a scuola e il gioco è fatto.

Massimo, che ringraziamo, ci ha mandato questa foto su Lo Sai:

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Vi leggiamo:

“Oggi, per ottenere la pioggia, i piloti del servizio meteorologico volano sopra le nuvole e spargono speciali sostanze chimiche che fanno gelare le minuscole gocce d’acqua delle nuvole e le trasformano in pezzetti di ghiaccio così pesanti che cadono. Quando i pezzetti di ghiaccio, cadendo, passano attraverso l’aria calda, si sciolgono in grosse gocce d’acqua: ecco dunque la pioggia!”

Chi continua a deridere gli “sciikimiki” potrà continuare a farlo tranquillamente: sono già abituati a negare ciò che vedono e quindi sarà facile autoconvincersi che neanche questo libro per bambini esiste.

Giusto per la cronaca, e non perché voglia farvi cambiare idea, riporto un’altra foto, sempre del nostro lettore Massimo:

La “bianca pagina del cielo”… Ecco cosa viene insegnato ai bambini: le rondini non volano più nel cielo azzurro ma, come dei pennini, disegnano righe, curve e cerchi, nel cielo bianco come una pagina.

…Ma un giorno la situazione cambierà e i vostri figli, spero arrabbiati, vi chiederanno: scusa papà, ma cosa guardavi mentre il tuo cielo azzurro diventava il nostro cielo bianco?

Cosa risponderete? Leggevo le pagine marroni di qualche quotidiano nazionale?

Fonte: http://www.losai.eu

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Wikipedia governativa, la voce del padrone e la Repubblica di Weimar

Wikipedia l’enciclopedia online open..è libera. Haahahahaha bella questa. Giusto per un paio di backlink può servire.

Ora online c’è una sola enciclopedia e addirittura additata come libera. Beh.. è fatta. Ora l’unica “fonte” di sapere diventerà la fonte di sapere del governo. Sono già all’opera numerosi disinformatori pronti a “limare” la storia; a conclamarne le letture fatte da scolari, a lasciarne immutata la parola dei “vincitori”, di chi comanda, di chi ci controlla! Un esempio? Dopo la prima guerra mondiale la Germania gonfia di debiti si è ritrovata piegata alle banche internazionali e i loro circuiti malsani di controllo degli stati.

Succede che circa 20 anni dopo, la Germania bombardata e tartassata si trova pronta a riconquistare l’Europa, affrontando il mondo intero. Beh..per gli scagnozzi di wikipedia è merito di ottime politiche economiche… e per aver ‘fregato’ sui prestiti bancari e gli aiuti. Certo come no? In italia dal ’90 ad oggi le ottime politiche economiche dei nostri migliori economisti hanno infatti portato…ehm…alla distruzione?  E per fortuna non avevamo subito bombardamenti recenti.

Diciamo in parole povere che la repubblica di Weimar indebitata ha trovato un Leader pronto a rompere i legami con le banche internazionali e mettere in discussione il debito. Ha stampato moneta governativa priva di debito e a quantità esorbitante chiedendo in cambio il lavoro del cittadino.

MONETA LIBERA DA DEBITO in cambio di LAVORO.

Vi siete mai chiesti, mi rivolgo ai viaggiatori almeno, come mai in Germania l’autostrada non si paga? E’ stata costruita con il lavoro pagato dei cittadini. In italia invece è una SPA, costa un casino ed è sempre in manutenzione.

Aprite gli occhi e rifiutate wikipedia.

La dis-informazione e il controllo sociale – il CICAP

Forse non tutti sanno che internet sta per diventare la nuova televisione. No.. non perchè ci vedremo in differita i telefilms ma perchè sta subendo lo stesso tipo di controllo imposto sulla qualità e priorità delle informazioni dell’ormai obsoleto mezzo di comunicazione di massa citato.

I governi pagano con i nostri soldi intere squadre di disinformatori di bieca provenienza il più delle volte privi di titoli di studio specifici ma ricoprenti il semplice ruolo di reporter, giornalisti scientifici eccetera. Queste orde di mistificatore si muovono su tanti livelli, dalla sovrascrittura, al clonaggio dei blogs, alla falsa adesione a gruppi a scopi intimidatori e stalkistici.

E non sto scherzando.

Tra questi, il gruppo più numeroso e conclamato è il CICAP, associazione governativa nata per controllare le bufale viaggianti sulla rete; il vero scopo del CICAP è invece quello di imbavagliare i portavoce delle verità scomode e segrete. Nascondere dalla luce del sole le vere malefatte del genere umano, dalle scie chimiche, agli attentai dell’11 Settembre, al terrorismo e al signoraggio bancario.