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Eclissi di Sole live – dal vivo

Eclissi di Sole Live e dal vivo

La rara eclissi di Sole che interesserà la zona del Nord America può essere visionata live in questo video. L’eclissi inizierà poco prima delle 17, ora italiana, nel bel mezzo del Pacifico settentrionale, poi il cono d’ombra attraverserà tutti gli States, ma la totalità sarà visibile solo all’interno di una ‘ristretta’ fascia che attraverserà gli Stati Uniti continentali da nord est a sud est, interessando Oregon, Idaho, Wyoming, Nebraska, Kansas, Missouri, Illinois, Kentucky, Tennessee, Georgia, North Carolina, South Carolina. Al di fuori di questa fascia l’eclissi sarà parziale.

 

Cos’è un’eclissi si Sole o di Luna

L’eclissi, o eclisse, è un evento ottico-astronomico che avviene quando un qualsiasi corpo celeste, come un pianeta o un satellite, si frappone tra una sorgente di luce, ad esempio una stella come il Sole, e uno dei due corpi celesti sopracitati, quindi il secondo corpo entra nel cono d’ombra o di penombra del primo. In astronomia viene genericamente usato anche il termine “occultazione”.

“Eclissi” deriva dal greco ἔκ (ek), preposizione che significa “da” (moto da luogo), e λείπειν, (leipein), che significa “allontanarsi” ovvero “nascondersi”, “rendersi invisibile”. Il termine è un sostantivo che nella lingua italiana può essere indifferentemente di genere maschile o femminile, ma attualmente predomina quello femminile.
A seconda che il corpo celeste sia oscurato in toto o in parte, l’eclissi può essere:

totale, quando il corpo è completamente oscurato (l’osservatore si trova nel cono d’ombra);
parziale, quando il corpo è solo parzialmente oscurato (l’osservatore si trova nel cono di penombra);
anulare, il disco della Luna si sovrappone senza coprire completamente quello del Sole
esistono poi altri tipi, riferiti di solito al sistema Sole-Terra-Luna
In astronomia le eclissi sono riferite a qualsiasi sistema di corpi celesti, ma di solito in assenza di specificazioni ci si riferisce ai fenomeni che avvengono nel sistema Sole-Terra-Luna.

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Moebius rimane il mistero dell’UM86

Un estratto della parte più significativa del film Moebius (1996), pellicola creata sull’idea del racconto di A. J. Deutsch del 1958. Girato interamente a Buenos Aires è li ambientato e superbamente recitato da studenti universitari. Fantascienza e filosofia concentrati attorno alla singolarità topologica e matematica del nastro di Moebius. Una ventata di buone idee cinematografiche datate 1996.

Apocalisse Parte II – Scegliere la vita

Scegli biancheria intima firmata, nella vana speranza di dare una botta di linfa vitale ad una relazione defunta…Scegli le borse, scegli le scarpe con i tacchi, cashemire e la seta così sentirai quello che spacciano per felicità, scegli un iPhone fatto in Cina da una donna che si è buttata dalla finestra e mettilo nella tasca della giacca fresca di una fabbrica di schiavi del sud-est asiatico…Scegli Facebook, twitter, snapchat, instagram e mille altri modi per vomitare la tua bile contro persone mai incontrate. Scegli di aggiornare il tuo profilo, dì al mondo cos’hai mangiato a colazione e spera che a qualcuno da qualche parte freghi qualcosa. Scegli di cercare vecchie fiamme, augurandoti caldamente di non essere inguardabile come loro, scegli di scrivere un live blog dalla prima sega fino all’ultimo respiro, l’initerazione umana ridotta a niente più che dati…Scegli dieci cose sconosciute sulle celebrità che hanno fatto la plastica, scegli di strepitare sull’aborto, scegli battute sullo stupro di sputtanare, il porno per vendetta e un ondata infinita di deprimente misogenia… Scegli che l’11 settembre non è mai successo e semmai sono stati gli ebrei, scegli un contratto a zero ore, un viaggio casa lavoro di due ore e scegli lo stesso per i tuoi figli ma peggio e magari dì a te stesso che era meglio che non nascevano… e poi sdraiati e soffoca il dolore con una dose sconosciuta di una droga sconosciuta fatta in una qualche fottuta cucina…”Scegli le speranze non realizzate desiderando di aver agito diversamente, scegli di non imparare mai dai tuoi errori, scegli di osservare la storia che si ripete, scegli di riconciliarti lentamente con quello che puoi ottenere invece di quello che hai sempre sperato, accontentati di avere meno e fa buon viso a cattiva sorte…Scegli la delusione, scegli di perdere le persone care e quando spariscono dalla vista un pezzo di te muore con loro, finche non vedrai che un giorno del futuro una per volta saranno sparite tutte e di te non rimarrà niente nè di vivo nè di morto, scegli il futuro, SCEGLI LA VITA”.

Apocalisse Parte I – fine del mondo

Riporto un articolo che raccoglie interessanti fotografie di personaggi di rilievo con in comune l’esposizione di un simbolo iniziatico di stampo satanista / massonico. Tutti i gradi della nostra società sono ormai contaminati. I giorni stanno per finire i presupposti sono inequivocabili.

 

 

 

– IOANNES PAVLO SECVNDVS –

– UNO SPIRITO ANTICRISTO –

– IL SEGNO DELLA BESTIA 666  –

– 666 SIGN –

 – IL MARCHIO E IL “MUDRA DELLA CONOSCENZA” –

“Nella filosofia ILLUMINATA il segno comunemente chiamato “OK”

indica l’approvazione del RE DIVINO, il SIGNORE DELLA LUCE SATANA”

– CODEX MAGICA –

“ci sono GESTI che possiamo utilizzare per EVOCARE SATANA”

– il SATANISTA Lucien Greaves (vero nome Douglas Mesner) –

Sotto: il SATANISTA Lucien Greaves (vero nome Douglas Mesner), portavoce del Satanic Temple:

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Zecharia Sitchin, Enki e la storia del mondo dalla Genesi

Zecharia Sitchin, chi era costui?

Zecharia Sitchin (Baku, 11 luglio 1920 – New York, 9 ottobre 2010) è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. È stato autore di molti libri sulla archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della “teoria degli antichi astronauti” come spiegazione dell’origine dell’uomo.

Egli attribuisce la creazione dell’antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L’esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.

Nella fattispecie pubblico un video molto interessante, quasi commovente, in cui l’artista americano Tony Tuthill utilizza un brano del musicista Arthur Yoria per illustrare in un paio di minuti la visione a grandi linee della genesi dell’uomo formulata da Zecharia Sitchin. Visione che, personalmente, trovo tra le più coerenti attualmente formulate da qualsiasi scienziato olistico.

Ecco il video, a seguire una spiegazione redatta dal chimico Alessandro Demontis:

 

Ecco il video defacciato:

LA PIU’ VECCHIA STORIA
(di Alessandro Demontis)

In questo articolo, voglio mettere per iscritto il contenuto di questo video creato da Tony Tuthill come omaggio alla storia dell’ uomo così come raccontata ne ‘Il libro perduto del dio Enki’ di Zecharia Sitchin. Il video é intitolato ‘The oldest story… in the world’

Dopo una breve introduzione che dà l’ impressione di trovarsi in un cinema o una sala proiezioni, il video si apre al minuto 0:13 con una serie di immagini riferite alla cultura sumero-babilonese: si vedono il disco alato, l’ anello lunare del dio Sin, e all’estrema destra il trono colonnato e a baldacchino che compare in molti sigilli di Shamash, Ninsun e altre divinità. La parte bassa è piena di caratteri cuneiformi in stile babilonese.

Al minuto 0:20 compare il disco alato con dentro il dio Asshur, una delle più famose rappresentazioni del periodo assiro.

La slide con il titolo del filmato mostra in basso le tre piramidi di Giza, e nei credits abbiamo in sequenza il sistema solare disposto come nel mitico sigillo VA243 e successivamente un dio che lavora col piccone. Davanti a lui un carro da miniera per il trasporto di rocce e minerali, e in mezzo alla scritta dei credits sta l’ occhio dei ‘guardiani’, i Nefilim / Anunnaki o gli Igigi, ma anche l’ occhio di Enlil, che supervisionava la missione.

Al minuto 0:47 fa la sua comparsa l’ uomo primitivo, con in mano un osso a mo’ di clava, e davanti a lui, seduto, presumibilmente Enki.

Subito dopo, al minuto 0:53, fa la sua comparsa la caricatura di Zecharia Sitchin a una sua presentazione, con in mano il telecomando per le slides (Sitchin spesso conduce proprio così le sue presentazioni).

Ed ecco che inizia la proiezione… ci viene mostrato il nostro sistema solare come disposto nel VA243, e a sinistra Nibiru, mostrato come ‘pianeta della croce’. Il pianeta sta subendo delle variazioni climatiche, e un non meglio identificato dio (sembra lo stesso in tutta la storia, quindi presumibilmente Enki) a bordo del disco alato / navicella spaziale, accorgendosi del pericolo su Nibiru, ha la grande idea di provare a circondare il pianeta con un ‘velo’ di particelle d’ oro… scende così sulla Terra.

L’ atterraggio, ci fa capire il video, ha luogo in una zona pianeggiante ma su un rilievo. E’ Baalbek, dove vengono depositati i razzi e dove Enki trova degli umani primitivi.

Davanti a questi primitivi sbigottiti la navicella deposita dei lavoratori, che iniziano ad estrarre l’ oro e lo mandano nel luogo di atterraggio dei razzi, da dove questi partono per Nibiru. Al minuto 1:32 si capisce che Enki prende gli umani e apporta delle modifiche al DNA (quella catena che si vede assieme alle lettere) e li fa evolvere donandogli una lingua.

9000 anni più tardi (questo arco di tempo è forfettario, non ha riferimenti ma serve solo a far capire che passò parecchio tempo) abbiamo gli umani semi civilizzati, capaci di scrivere, vestiti, al cospetto di Enki che si bea della loro presenza. Nel frattempo nella scena son presenti vari razzi che sfrecciano nei cieli, e i vagoni da trasporto minerali che continuano la loro corsa, segno che le attività minerarie continuavano ad andare avanti… ma non solo, abbiamo dei villaggi e una zigguratt, che indicano la nascita di una semi-civiltà.

Ma cosa succede? I lavoratori si ammutinano! La faccia di Enki é molto comica e rende benissimo la scena… Dunque i lavoratori Anunnaki si avviano verso il luogo dei razzi per tornare al cielo, e il piccone viene passato all’uomo. Infatti i miti babilonesi ci dicono che l’ uomo fu messo a lavorare perché “Gli anunnaki possano tornare in cielo”.

Dopo altri 1000 anni (altro periodo forfettario) succede qualcosa: la civiltà si é sviluppata, é nata l’ arte (la donna che suona un tamburello) e la popolazione si sta moltiplicando… Enki è beato sul suo trono, ma da Nibiru arriva una astronave (il disco alato). Gli dei che stanno nel cielo, rappresentati dall’occhio nel disco alato, comunicano che Nibiru si sta avvicinando al sistema solare (compaiono infatti due frecce che ne indicano la distanza): alcune delle donne sono sbigottite, una è allegra, segno che l’ arrivo di Nibiru era visto con gioia e atteso con ansia… ma Enki invece è allarmato.

Sale sulla sua navicella, vola nello spazio e in sua assenza gli uomini smettono di lavorare e si moltiplicano (si vede un uomo che danza con una donna e la bacia stringendola). Enki assiste dallo spazio alle interazioni elettromagnetiche di Nibiru e della Terra: è un pessimo segno, ed Enki cerca di trattenere Nibiru lontano dalla Terra. Non riuscendoci, torna sul pianeta dove trova l’ uomo (Ziusudra) con la sua donna e gli ordina di salire in un ‘sottomarino’. Nel frattempo infatti le acque stanno salendo di livello… gli uomini vi salgono ed Enki torna al cielo per assistere all’imminente catastrofe.

Al minuto 3:00 viene infatti mostrata la calotta del Polo Sud che si distacca e produce onde di marea altissima che spazzano tutto, ma dal minuto 3:22 Nibiru si allontana e la terraferma riprende ad affiorare finalmente.

L’ umanità è salva!

Il video si chiude con un Enki piangente che, a sorpresa, riceve la visita di uno Shuttle.

L’umanità ha trovato la sua strada ed è riuscita a congiungersi con i suoi creatori.

Morire di precariato: Michele, trent’anni di Udine lascia una lettera

“Non posso passare il tempo a cercare di sopravvivere”

Tragica lettera di addio di un trentenne di Udine che ha fatto del precariato lavorativo e sociale il suo malessere e la sua spinta al suicidio. La lettera è stata resa pubblica dai genitori forse nella speranza che serva da messaggio o monito o chissà..

Di seguito la lettera estratta dal “Messagero Veneto”.

 

Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.

Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.

Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.

Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.

Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.

Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.

Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto.