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Zecharia Sitchin, Enki e la storia del mondo dalla Genesi

Zecharia Sitchin, chi era costui?

Zecharia Sitchin (Baku, 11 luglio 1920 – New York, 9 ottobre 2010) è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. È stato autore di molti libri sulla archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della “teoria degli antichi astronauti” come spiegazione dell’origine dell’uomo.

Egli attribuisce la creazione dell’antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L’esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.

Nella fattispecie pubblico un video molto interessante, quasi commovente, in cui l’artista americano Tony Tuthill utilizza un brano del musicista Arthur Yoria per illustrare in un paio di minuti la visione a grandi linee della genesi dell’uomo formulata da Zecharia Sitchin. Visione che, personalmente, trovo tra le più coerenti attualmente formulate da qualsiasi scienziato olistico.

Ecco il video, a seguire una spiegazione redatta dal chimico Alessandro Demontis:

 

Ecco il video defacciato:

LA PIU’ VECCHIA STORIA
(di Alessandro Demontis)

In questo articolo, voglio mettere per iscritto il contenuto di questo video creato da Tony Tuthill come omaggio alla storia dell’ uomo così come raccontata ne ‘Il libro perduto del dio Enki’ di Zecharia Sitchin. Il video é intitolato ‘The oldest story… in the world’

Dopo una breve introduzione che dà l’ impressione di trovarsi in un cinema o una sala proiezioni, il video si apre al minuto 0:13 con una serie di immagini riferite alla cultura sumero-babilonese: si vedono il disco alato, l’ anello lunare del dio Sin, e all’estrema destra il trono colonnato e a baldacchino che compare in molti sigilli di Shamash, Ninsun e altre divinità. La parte bassa è piena di caratteri cuneiformi in stile babilonese.

Al minuto 0:20 compare il disco alato con dentro il dio Asshur, una delle più famose rappresentazioni del periodo assiro.

La slide con il titolo del filmato mostra in basso le tre piramidi di Giza, e nei credits abbiamo in sequenza il sistema solare disposto come nel mitico sigillo VA243 e successivamente un dio che lavora col piccone. Davanti a lui un carro da miniera per il trasporto di rocce e minerali, e in mezzo alla scritta dei credits sta l’ occhio dei ‘guardiani’, i Nefilim / Anunnaki o gli Igigi, ma anche l’ occhio di Enlil, che supervisionava la missione.

Al minuto 0:47 fa la sua comparsa l’ uomo primitivo, con in mano un osso a mo’ di clava, e davanti a lui, seduto, presumibilmente Enki.

Subito dopo, al minuto 0:53, fa la sua comparsa la caricatura di Zecharia Sitchin a una sua presentazione, con in mano il telecomando per le slides (Sitchin spesso conduce proprio così le sue presentazioni).

Ed ecco che inizia la proiezione… ci viene mostrato il nostro sistema solare come disposto nel VA243, e a sinistra Nibiru, mostrato come ‘pianeta della croce’. Il pianeta sta subendo delle variazioni climatiche, e un non meglio identificato dio (sembra lo stesso in tutta la storia, quindi presumibilmente Enki) a bordo del disco alato / navicella spaziale, accorgendosi del pericolo su Nibiru, ha la grande idea di provare a circondare il pianeta con un ‘velo’ di particelle d’ oro… scende così sulla Terra.

L’ atterraggio, ci fa capire il video, ha luogo in una zona pianeggiante ma su un rilievo. E’ Baalbek, dove vengono depositati i razzi e dove Enki trova degli umani primitivi.

Davanti a questi primitivi sbigottiti la navicella deposita dei lavoratori, che iniziano ad estrarre l’ oro e lo mandano nel luogo di atterraggio dei razzi, da dove questi partono per Nibiru. Al minuto 1:32 si capisce che Enki prende gli umani e apporta delle modifiche al DNA (quella catena che si vede assieme alle lettere) e li fa evolvere donandogli una lingua.

9000 anni più tardi (questo arco di tempo è forfettario, non ha riferimenti ma serve solo a far capire che passò parecchio tempo) abbiamo gli umani semi civilizzati, capaci di scrivere, vestiti, al cospetto di Enki che si bea della loro presenza. Nel frattempo nella scena son presenti vari razzi che sfrecciano nei cieli, e i vagoni da trasporto minerali che continuano la loro corsa, segno che le attività minerarie continuavano ad andare avanti… ma non solo, abbiamo dei villaggi e una zigguratt, che indicano la nascita di una semi-civiltà.

Ma cosa succede? I lavoratori si ammutinano! La faccia di Enki é molto comica e rende benissimo la scena… Dunque i lavoratori Anunnaki si avviano verso il luogo dei razzi per tornare al cielo, e il piccone viene passato all’uomo. Infatti i miti babilonesi ci dicono che l’ uomo fu messo a lavorare perché “Gli anunnaki possano tornare in cielo”.

Dopo altri 1000 anni (altro periodo forfettario) succede qualcosa: la civiltà si é sviluppata, é nata l’ arte (la donna che suona un tamburello) e la popolazione si sta moltiplicando… Enki è beato sul suo trono, ma da Nibiru arriva una astronave (il disco alato). Gli dei che stanno nel cielo, rappresentati dall’occhio nel disco alato, comunicano che Nibiru si sta avvicinando al sistema solare (compaiono infatti due frecce che ne indicano la distanza): alcune delle donne sono sbigottite, una è allegra, segno che l’ arrivo di Nibiru era visto con gioia e atteso con ansia… ma Enki invece è allarmato.

Sale sulla sua navicella, vola nello spazio e in sua assenza gli uomini smettono di lavorare e si moltiplicano (si vede un uomo che danza con una donna e la bacia stringendola). Enki assiste dallo spazio alle interazioni elettromagnetiche di Nibiru e della Terra: è un pessimo segno, ed Enki cerca di trattenere Nibiru lontano dalla Terra. Non riuscendoci, torna sul pianeta dove trova l’ uomo (Ziusudra) con la sua donna e gli ordina di salire in un ‘sottomarino’. Nel frattempo infatti le acque stanno salendo di livello… gli uomini vi salgono ed Enki torna al cielo per assistere all’imminente catastrofe.

Al minuto 3:00 viene infatti mostrata la calotta del Polo Sud che si distacca e produce onde di marea altissima che spazzano tutto, ma dal minuto 3:22 Nibiru si allontana e la terraferma riprende ad affiorare finalmente.

L’ umanità è salva!

Il video si chiude con un Enki piangente che, a sorpresa, riceve la visita di uno Shuttle.

L’umanità ha trovato la sua strada ed è riuscita a congiungersi con i suoi creatori.

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Morire di precariato: Michele, trent’anni di Udine lascia una lettera

“Non posso passare il tempo a cercare di sopravvivere”

Tragica lettera di addio di un trentenne di Udine che ha fatto del precariato lavorativo e sociale il suo malessere e la sua spinta al suicidio. La lettera è stata resa pubblica dai genitori forse nella speranza che serva da messaggio o monito o chissà..

Di seguito la lettera estratta dal “Messagero Veneto”.

 

Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.

Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.

Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.

Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.

Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.

Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.

Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto.

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Ufo False Flag… un presentimento?

Si fa un gran parlare di ufo sui siti di controinformazione. Su tutti, sia su quelli definiamoli ‘attendibili’ che quelli sulla linea, sospetti, popolati da troll e gestiti da criminali statali e da uomini del cicap. Di false flag ‘defacciate’ ce ne sono state tante recentemente. In realtà tutta la storia moderna e contemporanea può definirsi composta ESCLUSIVAMENTE da false flag e depistaggi, azioni per reazioni, motivi per scopi. I dormienti non se ne rendono conto.

Non bastano le armi, le azioni militari sia all’estero che in casa. Dopo la grande messa in scena dell’11 Settembre sembra sia sempre più difficile stupire un pubblico ormai abituato ai grandi eventi, gli effetti speciali, desensibilizzato di fronte alla violenza.

Ho come il presentimento che il brulicare di possibili rivelazioni o presunte tali dell’esistenza degli extraterrestri da parte di esponenti politici internazionali in questi mesi sia una mera introduzione ad un evento. Un grande evento (fittizio chiaramente) in cui l’umanità rinnoverà il suo stupore e tornerà a provare languide sensazioni di paura e terrore insieme.

Ci sono i presupposti per creare la finta apparizione di ufo e astronavi, ci sono i presupposti tecnici e psicologici. Potremmo vederli presto questi ufo, potremmo finalmente sentirci spaventati, inermi e soli di fronte all’avvenire:

basterà per spillarci l’ultimo grammo di sovranità rimasto?

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La meteora di Chelyabinsk, il pianeta terra, gli esseri umani e… l’ufo

A distanza di anni ormai dall’avvenuta esplosione della meteora nei cieli di Chelyabinsk, cittadina nel cuore della Russia, gli interrogativi riguardanti il mancato impatto con il suolo non diminuiscono di numero; al contrario aumentano.

L’ultima ipotesi romantica ma non meno realistica mette in scena un simpatico ufo, ovvero un oggetto non identificato di probabile origine aliena e non terrestre, prendere le parti della nostra insignificante popolazione difendendola da un imminente impatto al suolo. Questa ipotesi scarterebbe quindi l’intervento di un missile nucleare russo.

Ma perchè queste ipotesi azzardate invece di ritenere il meteorite autodistruttosi per l’impatto con l’atmosfera terrestre?

La meteora di Chelyabinsk e l’ufo

Analizzando il filmato in maniera più attenta si nota un elemento riflettente la luce della meteora comparire (e non arrivare) all’improvviso dalla scia della stessa e impattarle addosso provocandone una sorta di sfaldamento. Ipotesi interessante che pone diversi quesiti anche alla luce di altri filmati che smentiscono la possibilità portando la discussione ad un livello circostanziale (riflessi sul vetro dell’auto, artefatti dovuti alla compressione del video e della trasformata discreta del coseno DCT).

Mi ha incuriosito il fatto di non aver mai notato le attività luminose intorno al bagliore della cometa. Forse sarebbe esplosa lo stesso. In ogni caso una città molto grande ha rischiato di essere rasata al suolo letteralmente.

Di seguito il video emozionale e romantico, ha poco di scientifico ma lascia che le immagini parlino da sole:

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Steven Spielberg e i suoi esordi in un racconto coinvolgente

Posto un estratto integrale di un autore che descrive gli esordi nel cinema di Steven Spielberg descrivendone ludicamente le disavventure e le coincidenze positive che una approccio audace e sconsiderato può dare alla vita, buon divertimento:

 

di Sergio Di Cori Modigliani

Parlare dei suoi successi è fin troppo facile e la lista di film che hanno battuto ogni record di incassi è davvero lunga.
Tuttora mantiene saldo il primo posto assoluto nella lista degli artisti (il secondo è Pablo Picasso) che hanno prodotto “il più alto numero di profitti economici registrato nella Storia”, intorno ai 3 miliardi dollari. Picasso, si mantiene intorno a un modesto 2,6 miliardi.

Chi non conosce Spielberg è probabile che possa essersi stupito quando, circa sei mesi fa, nel corso di una intervista a una televisione francese dichiarò -rispondendo alla domanda del giornalista che gli chiedeva quale fosse il suo film al quale lui era più legato in assoluto- che “è fin troppo ovvio, è l’unico ad essere autobiografico: si tratta di “Prendimi se puoi”.
Il film, protagonisti Leonardo Di Caprio e Tom Hanks, coadiuvati da un eccezionale Christopher Walken è stato prodotto, diretto, scritto (prima  e unica volta) distribuito dallo stesso Spielberg. E’ uscito nel 2003.
I francesi, i quali peccano sempre di eccesso di intellettualismo, l’hanno preso come un atto di snobismo prodotto da uno che se lo può permettere.
Grave errore.

Perchè la storia vera della vita di Spielberg rivela, invece, la sensazionale chiave della personalità dell’autore, che è anche il simbolo di una certa America, rappresenta l’autentica incarnazione dello spirito americano del “Real Absolut Dream” e ci fa comprendere alcune ragioni esistenziali dietro l’inossidabile successo della industrria cinematografica di Hollywood.

Ecco la sua vera storia.

Un bambino tranquillo.
Nasce e cresce nella San Ferdinando Valley, nella zona degli emigranti ebrei poveri che là avevano emigrato negli anni’40 fuggendo dal nazismo in Europa. I suoi genitori sono ebrei tedeschi diventati americani.
Steven non è precoce e non va neppure tanto bene a scuola.
Vivacchia e sogna. Ama i cartoni animati e a dieci anni scrive in un tema che da grande farà l’astronauta e andrà sulla Luna guidando una bicicletta. Ma quell’estate, suo padre fugge via con la giovane baby sitter e abbandona la famiglia.
Steven diventa un bambino rabbioso, incontenibile, caratteriale.
Ha un’unica passione: il cinema.
Scappa spesso da casa sua e lo trovano in cinema della periferia dove è andato a vedere film giapponesi, francesi, italiani, europei. Almeno dieci volte rincasa accompagnato dalla polizia che lo pesca in qualche saletta d’essai, alcune volte con l’aggravante di aver rubato alcune riviste e due volte per aver taccheggiato un anonimo spettatore.
A malapena riesce ad ottenere il diploma (bocciato due volte) e a diciannove anni inizia la sua attività di truffatore e contrabbandiere di carte di credito false. Ha spesso problemi con la Legge, evita il riformatorio per un colpo di fortuna, finchè non si fa convincere da un poliziotto, Rupert Hodges, a cambiare strada. Il poliziotto, che intuisce il suo talento, è dotato di un enorme senso paterno -è padre di ben sette figli- e si presenta al giudice distrettuale della contea di Los Angeles proponendosi come suo “tutor”, una specie di controllore sociale. Lo spinge a iscriversi a UCLA dove si laurea in “sceneggiatura scritta professionale”.
Vuole fare del cinema.
Ma non conosce nessuno, non ha soldi ed è sempre piuttosto inguaiato perchè ama l’inganno, l’imbroglio.
Classica incorporazione di chi, emotivamente, è stato imbrogliato dal padre.
Fa domanda di assunzione (siamo ai primi anni’60) in sedici case di produzione e viene chiamato per un colloquio in sette aziende. Sei lo bocciano. Una lo prende.
E’ la Universal Pictures, la più grande produzione cinematografica mondiale.
Firma il contratto per un anno.
Deve leggere copioni, farne una sinossi, scrivere un commento e dare la sua opinione: perchè si dovrebbe o non si dovrebbe fare quel film. Tutto qui. Lo pagano all’incirca il corrispondente di oggi di circa 1500 euro al mese. Ma lui, morde il freno.
Un giorno, circa sei mesi dopo l’inizio della sua attività, andando in ufficio, sbaglia ascensore.
Entra dentro l’abitacolo insieme a uno dei grandi executives, che lavorano all’ottavo piano.
C’è soltanto un ascensore che arriva a quel piano e per potersi fermare a quel piano, bisogna inserire una chiavetta sistemata sotto i pulsanti che indicano i piani.
L’executive pensa che Spielberg sia uno di loro e insieme raggiungono l’ottavo piano.
E’ la prima volta che entra in un ufficio che conta.
Passa per il corridoio, dà un’occhiata in giro e poi vede che alcuni operai stanno smontando i mobili di un piccolo ufficio grattando via un cognome dalla porta. Arriva una segretaria. Quando vede Spielberg gli fa:
“Ma come? Già qui? Lei è quello nuovo?”
“Sì, sono io” risponde Spielberg.
“Benissimo. Le faccio scrivere il nome. Come si chiama?”
“Federick Fellin” dice lui.
E così, tre ore dopo, sulla porta di quell’ufficio compare la scritta “Federick Fellin: General Manager Oversesas Territories”.
Si fa consegnare la chiavetta dell’ascensore.
E così, ogni giorno, Spielberg va nel suo ufficio.
Lo riempie di carte, archivi. Nessuno gli rivolge la parola, nessuno lo chiama mai. (nell’intero palazzo lavorano circa 250 funzionari). Nessuno gli dice niente, anche perchè lui non chiede mai niente, non parla con nessuno, se non con la segretaria che ormai lo considera uno dei suoi capi. L’unica cosa che chiede e ottiene è una carta di credito dell’azienda per le spese, con la quale si mantiene. E intanto studia cinema.
Dopo due mesi la segretaria bussa alla sua porta
“Mr. Fellin, alle ore 14 riunione dal direttore generale nel salone del piano nove, vogliono tutti quanti”.
Lui ci va.
E va anche alla riunione dopo e a quella dopo e a quella dopo.
Se ne fa diciassette in un anno.
E intanto colleziona informazioni. I colleghi cominciano ad apprezzare il suo punto di vista e notano la sua grande conoscenza del cinema europeo e di come penetrare quei mercati.
Finchè dopo diciotto mesi, finalmente arriva il gran giorno.
“Mr. Fellin” annuncia la segretaria “alle 13 al decimo piano. Il Gran Capo la vuole vedere”.

Spielberg ci va tutto contento. E’ la sua grande occasione.
Arriva puntualissimo.
Due segretarie lo accompagnano ed entra nell’ufficio del più potente uomo di cinema mai esistito: Lew Wassermann, detto “The Duke” (il Duca, così chiamato sia per il suo strapotere che per il suo impagabile aplomb). Di fronte a lui siede un altro uomo che Spielberg non ha mai visto prima.
Lo fanno accomodare, si scambiano i convenevoli di rito. Il Duca gli fa i complimenti per il suo lavoro e a un certo punto esclama:
“Adesso, ascolti con attenzione, Mr. Fellin, anzi..Mr.Spielberg. Questa persona è l’agente speciale dell’FBI Martin Holwegger, sezione truffe e raggiri. Sappiamo tutto della sua vita”.
Silenzio.
Spielberg rimane impietrito.
Inizia la discussione.
Il Duca, e l’agente di polizia, gli spiegano che finirà in galera per dieci anni.
Spielberg non dice nulla.
Ma il Duca (altrimenti non sarebbe stato se stesso) annusa che quel giovane uomo ha della stoffa. In fondo, è un uomo pericoloso, sa molti segreti aziendali, sa cosucce che potrebbe andare a rivendere ai concorrenti della Metro, della Columbia, della Warner Bros.
“Mi hanno parlato della sua grande intelligenza e abilità” gli dice e poi “lei che cosa vuole fare nella vita?”
“Il regista”.
“E allora vediamo”

Il Duca gli fa una proposta.
“Ho quattromila metri di pellicola avanzata, da buttare via. E’ in bianco e nero. Ho un poveraccio allo stremo, ridotto male, un attore fallito che non costa nulla, è il marito della cameriera di mia moglie. Ma è un ottimo attore. Ho un camion degli attrezzi con un pieno di benzina e una vecchia automobile nel mio garage che non uso mai. Io posso essere disposto a darle un’unica cinepresa a 35 mm, senza neanche le luci, e il materiale che le ho appena elencato. Dovrà quindi usare la luce naturale e alla fotografia ci pensa lei. Le dò venti giorni di tempo. Se il 28 febbraio lei mi porta qui un materiale girato che io considero al minimo della sufficienza, della durata non inferiore ai 75 minuti, lei verrà perdonato, io ritiro la denuncia e magari le troviamo un posto da qualche parte in questa grande azienda. Altrimenti va in galera”.
“Accetto”. dice Spielberg
Il 28 febbraio arriva con il materiale girato e lo consegna.
Il Duca lo prende, chiama un impiegato e lo consegna.
Arriva l’agente dell’FBI che porta via Spielberg in una stanzetta dove viene ammanettato a una sedia.
Rimane lì per sei ore.
Alle cinque del pomeriggio arriva il Duca.
“Ho parlato con la CBS. Hanno un buco domenica alle 16.30 perchè è stata annullata per maltempo una diretta di hockey su ghiaccio da Montreal. Me l’hanno pagata bene, quindi, per il momento lei non va in galera”. Si rivolge all’agente e gli dice “Ritiriamo formalmente la denuncia, tutti gli addebiti, e paghiamo noi le spese”.

La domenica notte, verso le nove, è lo stesso Duca che chiama a casa Spielberg.
“Mi ha telefonato il critico cinematografico del New York Times: domani fa una pagina sul tuo filmetto. A Manhattan sono tutti impazziti per questa tua cagata. Sei assunto. Lunedì vieni da me e portami una relazione su come fare un film che mi faccia guadagnare almeno 100 milioni di dollari”.
“La cagata” si chiamava “Duel”, il film meno costoso della storia del cinema. Non è costato nulla.

Il lunedì dopo Spielberg si presentò con un progetto di 45 pagine sul “concetto di paura negli esseri umani”.
Venne letto e discusso per sei giorni.
Alla fine gli chiesero: “Che cosa ne caviamo fuori?”
“Conosco un tipo che lavora a teatro, è bravissimo e fa arrapare le donne, quindi piacerà al pubblico femminile. Non costa nulla perchè è disoccupato. Si chiama Richard Dreyfuss. E’ un mio amico. Ci mettiamo tante belle ragazze in bikini così lei è contento. Facciamo il riadattamento de “Il vecchio e il mare” di Hemnigway, ma non lo diciamo a nessuno. Facciamo un film sulla paura e sulla voglia di mangiare. Ma lo voglio fare minimalista, quasi claustrofobico. Lo chiamerei, per l’appunto: Mandibole”
“Il titolo è orrendo” dice il Duca
“Appunto. E’ la paura ad essere orrenda”.
Gli diede ragione.
E così fanno “Jaws” il suo primo film a pieno budget (in inglese vuol dire “mandibole”).
In Italia l’hanno tradotto con il nome “Lo squalo”.
Ha fatto guadagnare alla Universal il corrispondente di oggi di circa 250 milioni di euro netti.

ha cominciato così, Steven Spielberg

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TAV – Alta Velocità in Val di Susa e la linea sacra di San Michele

Ripropongo un interessante articolo di  che analizza, supportato da numerose conoscenze esoteriche, le attività che negli ultimi anni hanno visto deturpare i punti energetici della terra, quelle aree insomma che hanno concentrazioni energetiche particolari da ritenerle mistiche e di particolare importanza per l’essere umano.

LA LINEA ENERGETICA DELLE TRE BASILICHE/ABBAZIE DELL’ARCANGELO MICHELE: MONT SAINT MICHEL (FRANCIA) – SACRA DI SAN MICHELE (PIEMONTE) – MONTE SANT’ ANGELO (PUGLIA).

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Questi tre santuari sono congiunti fra loro da una potentissima linea energetica che, per chi sa testare, si può riscontrare esattamente in un punto preciso delle tre basiliche, ad esempio alla sacra di S. Michele di Torino è situata sulla sinistra della chiesa, subito dopo l’entrata e a pochi metri davanti ad una nicchia del muro che racchiude una statua o scultura (non ricordo il soggetto), il punto energetico si distingue, per gli esperti, da una minuscola piastrella del pavimento in sasso che è di colore più chiaro,
se ci si posiziona su quel punto si percepisce nitidamente la potente energia che passa e si congiunge alle altre due fonti energetiche in Puglia e in Francia… si consiglia comunque di non rimanere più di 7 minuti all’interno di tale vibrazione.
TAV – Alta Velocità in Val di Susa (Torino – Lione): un attacco brutale e ben programmato, ben al di là dell’aggressione alla natura ed alla salute fisica….
Val di Susa : cosa rappresenta questo luogo nella geografia sacra del mondo?
Un punto fondamentale degli equilibri energetici europei. Un “chakra” importantissimo è situato all’imboccatura della Val di Susa, da cui si dipartono “nadi”, canali energetici che vanno a creare un asse importantissimo verso Nord-Ovest e verso Sud-Est. Quali sono i punti “noti” di questo asse? I tre meravigliosi santuari dedicati a San Michele Arcangelo. In un allineamento pressoché perfetto, la Sacra di San Michele – lo splendido edificio sacro medioevale all’imboccatura della Val di Susa in Piemonte – è al centro di una precisa direttrice che va dal santuario dedicato a Michele di Monte Sant’Angelo, sul Gargano in Puglia, fino a quello sull’isola incantata di Mont Saint Michel, nel Nord-Est della Francia.

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terremoto amatrice centro italia agosto 2016

Terremoto Italia 23 Agosto 2016 annunciato in un video + attività HAARP

Seguo Dutchsinse da tantissimo tempo. Ricercatore, curioso, maniaco dei movimenti tellurici e atmosferici indotti. Monitora costantemente il globo correlando eventi e situazioni.

Nel seguente video (minuto 38 secondo 8) annuncia la possibilità concreta di un terremoto in centro Italia a causa della presenza nei giorni antecedenti di movimenti tellurici secondo una precisa direttiva sulla crosta terrestre. Dice di stare attenti. Aveva ragione:

 

Inoltre riporto queste curiose fotografie dei giorni antecedenti il terremoto; le fotografie appartengono ai satelliti e ad alcuni cittadini attenti e curiosi:

pizap.com14719681831671pizap.com14719732025141terremoto amatrice centro italia agosto 2016

Fonte